Sul potere ed altri misfatti.
C’era una volta la morale, complesso di usi e costumi che, per convenienza e per opportunità, diedero luogo a regole che governassero l’agire delle comunità umane.
C’era una volta l’etica, complesso di costumi e regole che, per volere di un essere trascendente, probabile motore dell’universo conosciuto, venivano comunicate agli uomini nel tentativo di orientare il loro agire verso il bene.
Il bene era la convivenza pacifica, il dialogo, il progresso della collettività, - poiché di un essere Trascendente buono si trattava, - o perlomeno questo dedusse l’uomo dell’ultimo millennio, dopo aver rilevato quanto agio egli stesso avesse nell’essere amato e affettuosamente accudito, nel cooperare e costruire, nell’inventare.
Molti credettero a queste regole al punto da convincersi che una facoltà propria del genere umano come l’intelligenza, dovesse essere per natura orientata alla felicità degli esseri umani e, poiché gli umani legano gli uni agli altri la loro soddisfazione e la loro gioia, l’intelligenza fosse orientata alla sopravvivenza della specie tutta.
Nell’uomo conviveva con l’intelligenza l’astuzia, che era il calcolo sul proprio personale tornaconto, naturalmente focalizzato su prospettive di breve termine e atto alla sopravvivenza immediata e non estendibile ad oggetti complessi. -l’astuto infatti, molto teso al rapido calcolo contingente, perde nel medio termine il controllo dell’effetto delle sue azioni-.
Dei e uomini di potere regolavano dunque il mondo.
Non so chi per primo conobbe la coscienza, quello strano meccanismo che regola il rapporto che ogni uomo ha con il concetto di sé…
la coscienza attraverso il senso di colpa, fungeva da sistema immunitario inducendo l’uomo in uno stato di grave disagio quando egli compiva un atto che, escludendolo dalla collettività, poteva metterlo in grave rischio. - perché si sa, l’uomo è un animale da branco e trova la sua forza nella comunità-.
il senso di colpa segnalava dunque il pericolo, un pericolo mortale.
quando la comunità si allargò per volere dei sacerdoti alle sfere celesti, il comportamento erroneo poteva escluderlo dalla vita eterna, dalle schiere angeliche, dai banchetti e dalle orge divine degli dei, dai salotti, dalle case reali, dalla casa del popolo, dalla comitiva di quartiere e addirittura condannarlo per sempre a morte.
sacerdoti e imperatori cominciarono ad utilizzare il senso di colpa. si fecero costruire piramidi e palazzi d’oro, vendettero indulgenze e mandarono eserciti a morire, kamikaze ad esplodere, si fecero pagare con la vita la loro presunta mediazione con l’immortalità.
Ma un giorno venne annunciata la morte di Dio.
I carri armati invasero Tien Ammen schiacciando con i cingolati i corpi di centinaia di studenti, Stalin svuotò le università per riempire i gulag seppellendo nel freddo ogni afflato di amore e di poesia di un grande popolo, Hitler sfogò la sua rabbia su milioni di ebrei sistematicamente bruciati nei Lager, Bush invase l’Irak per alimentare a basso prezzo i forni a microonde di milioni di americani, il Papa gridò la fedeltà ai propri pregiudizi. L’inquisizione inventò le streghe e ne incamerò i beni, l’uomo mise il burka alla donna fosse suora o moglie, al fine di garantirsi fedeltà e dedizione a poco prezzo, al fine di escludere dalle decisioni mezza umanità. Il potere mandò milioni di uomini a morire per l’imperatore, contro l’imperatore, per Dio, contro Dio, per portare la democrazia, contro la democrazia, per piantare i diamanti, per spartirsi i diamanti, per portare energia, per sottrarre energia. Le industrie uccisero per poi curare, seppellirono per rescuscitare, divertirono per distrarre, distrassero per controllare. Usarono prima la persuasione, poi il condizionamento. Entarono con la religione, l’ideologia e la cocacola. Poi con i satelliti e le telecomunicazioni, si presero cura di noi, prima misero un microchip ai cani perché nessuno li abbandonasse, poi ai carcerati, perché non potessero scappare, poi ai bambini, perché non si potessero perdere, poi ai vecchi, per poterli soccorrere, poi agli adulti per poter farli saltare come pupazzi di una play station qualora si fossero ribellati all’Ordine. Diffusero complicatissime sceneggiatura multimediali da ogni televisione e da ogni satellite per confondere il possibile con il reale, per dare vita all’inverosimile, per soggiogare e distruggere.
Qualcuno ci uccise per salvarci dal comunismo, qualcuno ci uccise per salvarci dalla Mafia, ci uccise per salvarci dall’America, qualcuno ci uccise per salvarci dal Capitalismo, qualcuno ci uccise per salvarci dalla morte, qualcuno ci uccise per salvarci dall’inferno.
Il potere, sostituto di immortalità, divenne l’unico grande obiettivo planetario.
Fu matrix, fu la moneta unica, fu il surriscaldamento del pianeta, ogni valore in nome colletivo venne usato per segnalare l’ansia di abbandono che provavano gli uomni a vagare in una depressione spazio temporale, parte di un gioco del quale non conoscevano le regole, vittime del furbo del violento.
Cari potenti della terra, voglio darvi una cattiva notizia:
Forse resterete in formalina per un po’ o prigionieri di qualche camera iperbarica nello scantinato di un folle. Forse vi farete clonare e una mostruosa copia di voi vagherà per il limbo, forse pagherete qualcuno che pietosamente vi inietterà morfina mentre ad altri resta solo il dolore. forse avrete acqua quando il pianeta sarà arso, ma cmq, alla fine, ve ne andrete pure voi anche se quelcuno davanti ad una vostra statua d’oro issata su bagdad o sul cremlino alzando gli occhi si ricorderà vagamente di un uomo.
Ma oltre all’inferno che state creando sulla terra ci sarà un altro inferno, dal quale nessun indulto vi potrà sottrarre, nel quale non potrete corrompere chi faccia leggi benevoli a vostro favore.
venerdì 29 dicembre 2006
Iscriviti a:
Post (Atom)
